Dugenta e Sannio in pillole...
per chi ha poco tempo ... per leggere...
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Scorcio del castello Angioìno visto da piazza castello |
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Paese del basso Sannio, in provincia di Benevento, 2.773 anime (censimento 1996), 55 metri sul livello del mare. Lo si raggiunge percorrendo la statale 265, dista 20 km da Caserta e 42 da Benevento. La sua posizione geografica è situata in una diramazione della valle Telesina, meglio definita “Valle dell' Isclero” dal nome del fiume che separa il Comune di Dugenta dall’attiguo Comune di Sant’Agata de’ Goti. |
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Al confine con la provincia di Caserta, Dugenta appare per la prima volta in un documento dell’833, del principe Sicardo di Benevento. Nel Trecento fu centro feudale con l’abitato separato dal castello. Quest’ultimo posto sulla collina a difesa della valle, ha avuto nel tempo importanza strategica notevole. Fu al centro di aspri combattimenti ai tempi di Tancredi, verso la fine del dodicesimo secolo e nel 1439 durante lo scontro tra Renato d’Angiò e Alfonso d’Aragona. |
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Chiesa di S.Andrea Apostolo in piazza castello. |
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Il castello Angioìno lato sud come si presentava prima che franasse all'inizio degli anni 80.
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Nel 1734 Carlo III di Borbone attraversò Dugenta diretto a Maddaloni, prima di arrivare a Napoli per conquistarla. Nel 1860 vi si fermarono le truppe di Nino Bixio. Per notizie più approfondite riguardo l'argomento si rimanda il lettore alla lettura della Storia di Dugenta. |
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Tratturo
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...il fiume Isclero nasce in tre rami: rio Varco, rio Cola e rio Querci, che hanno origine fra la Cima Recuorvo (m 968) e il monte Pizzone (m 756), in Provincia di Avellino. Presso Airola riceve a destra il torrente Tesa lungo 10 km che scende dal monte Cesco di Luccaro (m 765) e bagna Montesarchio. Tutti i torrenti attraversano le Valli Caudine. L'Isclero si tuffa nel Volturno presso Limatola...
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Tratturo che porta a Candela da Pescasseroli.
Leggi la Storia di Dugenta.......
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I
confini comunali di Dugenta partono dal Volturno ad Ovest, scendendo verso sud
si arriva a Terranzano,seguendo l’Isclero controcorrente si arriva al
ponte, detto dei “quaqueri”, che passa sopra l’Isclero in località Biferchia e tira su fino a lambire Presta (Plistiam di Tito Livio)
fino a giungere la sommità della collina chiamata Torretta, scendendo ,
poi, per la Piana del mondo, o Scassati, e poi per Monte Leone, o
Bosco Cupo, Masseria Vallona, all’Ischitella, al Piano e
Fienile, Adocchia, Conca, Fossi, Campo e sale fino a sopra i Guarini
(o Tore di San Nicola), per Orcoli e per il primo Torello,
per la strada Nazionale statale n.265 e scende nuovamente fino al Volturno.
Ponte di Fabio Massimo - Massa di Faicchio
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Ponte di Annibale - Cerreto Sannita
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Ponte di Fabio Massimo - Massa di Faicchio |
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